La strategia del PON Metro Catania

Attraverso gli interventi del PON Metro la città intende migliorare le condizioni di accesso ai servizi, reali e digitali, potenziando quelli esistenti e attivandone nuovi. I fabbisogni prioritari vertono sull’incremento dell’offerta di mobilità sostenibile, sull’efficienza energetica e dell’inclusione come contrasto alla crisi economica e alle situazioni di disagio sociale. Il Piano Operativo delineato promuove processi innovativi di coinvolgimento delle forze più vive del tessuto economico-sociale, costituite dalla componente giovanile, dagli atenei e dai centri di ricerca.

Per ciascun Asse sono previste stretegie per azioni e interventi programmati a livello locale.

Nel caso dell’Asse 1 gli interventi delineati dal PON METRO sono individuati ed integrati a livello metropolitano.

E’ il caso, in particolare degli interventi relativi all’attuazione dell’Agenda Digitale per la quale i contesti metropolitani si configurano come ambienti privilegiati per lo sviluppo di soluzioni intelligenti a supporto dei processi di innovazione, da un lato per la presenza di asset significativi sul piano infrastrutturale dall’altro per la propensione di una più ampia platea di cittadini a interagire in via digitale e scambiare di informazioni rilevanti che possono aumentare l’efficienza dei servizi pubblici e la valorizzazione di specifiche risorse locali.

L’intervento proposto, denominato SIMEC (Sistema Informativo Metropolitano per l’Edilizia e il Catasto), riguarda l’implementazione di un quadro di riferimento per lo sviluppo dell’Agenda Digitale attraverso la conoscenza ed il monitoraggio delle trasformazioni del territorio che costituisce la base e l’infrastruttura abilitante per lo sviluppo di servizi innovativi e della smart city metropolitana.

Si tratta in particolare della attuazione ed implementazione di servizi per semplificare l’interazione fra cittadini, professionisti ed imprese con l’Amministrazione con particolare riferimento agli ambiti relativi alle informazioni catastali sugli immobili, le pratiche edilizie e la gestione del territorio.

Ciò avviene mediante la realizzazione di una piattaforma di dati e servizi abilitante per la definizione, esecuzione e monitoraggio a scala metropolitana della valutazione degli effetti ed allineamento delle azioni agli obiettivi e scelte dell’amministrazione. Sono quindi previsti il censimento, popolamento e bonifica delle banche dati degli immobili dell’area urbana, e la creazione della banca dati certificata degli immobili.

Si svilupperanno, pertanto, proposte progettuali che, in accordo ai criteri di ammissibilità ed agli indicatori di monitoraggio espressi dai documenti dell’accordo di partenariato, si riferiscono principalmente all’Asse 1 Agenda Digitale Metropolitana.

Le risorse disponibili saranno utilizzate nell’ambito della Città Metropolitana per implementare logiche di armonizzazione e condivisione delle base dati dei Comuni afferenti all’area metropolitana; il Comune di Catania si farà promotore del progetto attraverso i criteri ispirati dalla cooperazione applicativa con gli enti locali.

Uno strumento di confronto tra i vari enti può essere quello della Conferenza di Servizi.

La strategia di intervento nel settore della Sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità, proposta da questa Autorità Urbana, si integra del tutto con il Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014-2020” incluso nell’Agenda urbana nazionale e Sviluppo urbano sostenibile descritti nell’Accordo di Partenariato della programmazione 2014-2020. Nell’ambito della sostenibilità dei servizi pubblici e della mobilità le priorità individuate da questa Autorità Urbana sono allineate con gli obiettivi e le strategie dell’Agenda urbana europea, che identifica le aree urbane come territori strategici per cogliere le sfide di crescita intelligente, inclusiva e sostenibile proprie della Strategia Europa 2020.

Pertanto le azioni previste nell’Asse II con il PON METRO riguardano:

  • Il potenziamento del sistema di trasporto pubblico urbano mediante implementazione della flotta con mezzi di ultima generazione ad alta efficienza energetica;
  • La realizzazione di una Centrale di infomobilità per la gestione del traffico veicolare in ambito urbano;
  • L’implementazione di percorsi dedicati per i mezzi del TPL e riqualificazione dei nodi di interscambio;
  • Ampliamento della rete ciclabile urbana in coerenza con il PTGU;
  • L’efficientamento energetico di edifici pubblici.

Per quanto riguarda la mobilità gli interventi prevedono la costituzione di un sistema di infomobilità e controllo remoto del traffico su gomma della città. Sistema questo che verrà integrato anche attraverso il rinnovamento e il potenziamento tecnologico delle flotte per TPL, la creazione di itinerari protetti (compreso il potenziamento di quelli esistenti (BRT), l’adeguamento dei nodi per la nuova rete di linee di forza, il potenziamento e l’adeguamento dei nodi di interscambio modale, la infrastrutturazione dei percorsi di mobilità ciclistica in configurazione «a rete», la realizzazione di parcheggi per biciclette e l’implementazione del sistema di bike-sharing.

Gli interventi che l’Amministrazione intende mettere in campo si rifanno ad un modello che disegna ed implementa un insieme di servizi e beni integrati, mirato a determinate aree target attraverso l’aggregazione di priorità, conoscenze locali e istituzioni, nel riconoscimento del ruolo chiave del tessuto territoriale dove è possibile cogliere direttamente i processi e le dinamiche dei contesti in cui si agisce. Il progetto di inclusione dei soggetti deboli chiama in causa non solo le difficoltà di trovare soluzioni alloggiative sostenibili o l’impossibilità di governare le dinamiche del mercato del lavoro ma anche la capacità di sperimentare interventi ed elaborare percorsi che non abbiano la frammentazione tipica delle risposte in emergenza permettendo a tutti i soggetti coinvolti di non procedere in ordine sparso ma di sviluppare occasioni di confronto per ragionare sulla capacità di costruire nuovi modelli strategici.

L’amministrazione comunale, con il Documento Unico di Programmazione ispirandosi ai principi dell’inclusione e della lotta a qualsiasi forma di marginalità ritiene, pur in presenza di ridotte risorse finanziarie, intende intervenire:

-sulla diffusione e riqualificazione dei servizi sul territorio in un’ottica di priorità dei bisogni,

-sulla promozione di azioni positive e progetti specifici a favore del superamento di ogni discriminazioni,

-sul rafforzamento delle reti tra il Comune ed il privato sociale per costruire valore pubblico in tutti gli interventi contro l’esclusione sociale.

-sull’attuazione di progetti di housing sociale per rispondere alla domanda di abitazione delle fasce sociali deboli,

 

Questo approccio strategico è coerente con gli interventi direttamente posizionati sull’Asse 3 del PON METRO che vertono su:

  • aumento delle situazioni di povertà e di discriminazione;
  • presenza di popolazione ROM;
  • aumento dei flussi immigratori;
  • diminuzione del livello di occupabilità della popolazione soprattutto giovanile e femminile;
  • condizioni di degrado socio-ambientale particolarmente grave di alcune aree della città;
  • diffuso sistema della criminalità organizzata e del fenomeno della microcriminalità.

Gli interventi sulle infrastrutture di cui alle risorse del presente asse sono destinati a sostenere ed integrare le azioni previste nell’ambito dell’asse 3. La riqualificazione e il recupero di alloggi di edilizia pubblica e strutture di ospitalità, da destinare ad accoglienza temporanea o transizione abitativa, è finalizzata ad ampliare il ventaglio di strumenti utilizzabili per le azioni di accompagnamento e inclusione attiva ed in particolare, riguardano nuclei familiari in condizioni di emergenza abitativa, nonché altre categorie con difficoltà abitative (anziani, immigrati, studenti fuori sede, soggetti in uscita dai servizi sociali, padri single, giovani coppie con e senza figli, donne vittime di violenza, parenti di ospedalizzati senza possibilità di dimora).

Si prevede la sperimentazione di modelli innovativi sociali e abitativi (ad es. Edilizia sociale, cohousing, borgo assistito e altre tipologie di abitare assistito), finalizzati a soddisfare i bisogni di nuclei familiari in condizione di disagio abitativo o di specifici soggetti-target (ad es. anziani, immigrati, studenti fuori sede, soggetti in uscita dai servizi sociali, padri single, giovani coppie con e senza figli, donne vittime di violenza, parenti di ospedalizzati senza possibilità di dimora). L’idea di fondo è dunque quella di dare vita soluzioni che sappiano coniugare l’assistenza e la promozione delle persone e quindi l’inclusione, stimolando il saper fare, l’innovazione, il dialogo intergenerazionale e lo sviluppo. Si vuole cosi intervenire per dare un’offerta concreta alla domanda di accoglienza residenziale per gli anziani indigenti o particolarmente sofferenti in merito alla solitudine e all’abbandono familiare ma anche assistenza sociale per le persone anziane in condizione di disagio psicologico. Allo stesso tempo si intende favorire il processo d’inclusione sociale dei giovani con disagio e a rischio di devianza facendo leva sulle opportunità che si possono costruire in termini di spazi di socializzazione, apprendimento e inserimento al lavoro. La rete dei bisogni su cui si articola l’intervento punta a individuare alcune direttrici di innovazione, vale a dire offrire una risposta complessa ai bisogni individuati (casa/habitat sociale, formazione/lavoro) e favorire il reinserimento sociale e lavorativo dei destinatari e l’accesso alla rete dei servizi (sociali sanitari, educativi) per una reale integrazione sociale ed un miglioramento della qualità della vita.

Si tratta quindi di azioni in grado non solo di soddisfare i bisogni immediati dei destinatari ma di produrre effetti duraturi e misurabili sulla qualità della vita di tutti i cittadini.

Le risorse saranno utilizzate per attività di recupero abitativo e interventi di ristrutturazione di edifici pubblici da destinare a:

  • assegnazioni di alloggi in cohousing;
  • sperimentazione di nuove forme di abitare, fondate su collaborazione e solidarietà;
  • l’offerta di spazi di coworking, formazione, incontro e scambio di competenze;
  • misure di miglioramento dell’abitabilità in favore delle persone con disabilità mediante progettazione e realizzazione di impianti e ausili (montascale, pedane mobili, etc.) per il superamento delle barriere architettoniche;
  • sviluppo di azioni di animazione territoriale al fine di costruire momenti di vita aggregativa attraverso un più stretto rapporto con la società civile e di dialogo con il tessuto economico, contribuendo alla creazione di una società coesa di individui e persone diversi per gusti, provenienze e culture, ma appartenenti ad un’unica comunità della quale condividono norme e valori;
  • realizzazione di processi d’inclusione dei Rom sia degli adulti, anche attraverso l’inserimento lavorativo, sia dei bambini attraverso processi di scolarizzazione, presenti in tutti i siti cittadini, autorizzati e spontanei. Le attività che coinvolgeranno i cittadini rom riguardano tutti gli aspetti fondamentali per ciò che concerne il benessere psicofisico e l’inclusione sociale di ogni cittadino: percorsi di legalità, la salute, la tutela dei minori, l’istruzione, l’abitare, il mantenimento dell’identità culturale, il tempo libero, il lavoro.

Con delibera di Giunta Comunale n° 71/2016, avente per oggetto “Programma Operativo Nazionale Città Metropolitane (PON METRO) – Avvio delle attività – Individuazione dell’Organismo Intermedio”, sono stati approvati, tra gli altri atti, la Struttura Organizzativa dell’Autorità Urbana della città di Catania e il relativo Modello Organizzativo.

È stato pertanto individuato il Segretario/Direttore Generale del Comune di Catania quale responsabile dell’Organismo Intermedio che si avvale, per l’attuazione della strategia e per il coordinamento generale del programma, di un Coordinatore Operativo che in atto è rappresentato dal Direttore della Direzione Manutenzioni del Comune.

Il modello Organizzativo si basa su un primo livello di governance costituito dall’Autorità Urbana (Sindaco) e dal responsabile dell’Organismo Intermedio. Queste due funzioni rappresentano la Cabina di Regia. Il Responsabile dell’O.I., in questo primo livello di governance, si interfaccia con il Tavolo di Partenariato. È altresì costituito un Tavolo di Coordinamento che svolge funzioni di collegamento tra la Cabina di Regia e le Unità Amministrativa/Contabile e di Assistenza Tecnica.

Infatti nel secondo livello di governance, sotto la responsabilità della Direzione Gabinetto del Sindaco, sono presenti, oltre alle suddette Unità di verifica/controllo e assistenza, i servizi di Staff trasversali ai due centri di verifica e assistenza e ai soggetti attuatori degli assi. Le attività delle predette due unità sono assolutamente distinte e ben demarcate. La distinzione delle funzioni è garantita mediante la netta separazione delle competenze di responsabilità.


Von den bewerberinnen und bewerbern mit der durchschnittsnote 2,2 und das prufen 1 halbjahr wartezeit konnten nicht mehr alle zugelassen werden.